Alta Roma celebra l'unione di Arte,Artigianato e Moda!
Queste tre forze motrici rendono l'evento unico, nuovo ed estremamente interessante!
L'evento, come accenavo nel post precendente, ne racchiudeva ben 5 in sé.
La mia prima tappa è stata la galleria Bonomo che ospitava i 10 caftani di Allegra Hicks:
pezzi unici, tagliati e cuciti a mano. Tema ricorrente è la stampa dal sapore etnico, elemento d'ispirazione per questa stilista che, dall'alto del suo metro e ottanta e del suo aspetto favoloso, riesce davvero a reinterpretare questo pezzo così classico e dell'antica provenienza in una chiave decisamente più moderna.

Questo è stato il pezzo che ho preferito! Credo che il mix di materia, in questo caso tessuto e metallo, sia un elemento, ultimamente molto presente in diverse collezioni di abbigliamento ed accessori, davvero interessante-
La seconda tappa è a due passi dalla prima.
Qui c'è Caterina Gatta con i suoi abiti da sogno. Particolarità, che contribuisce a rendere speciali le sue creazioni, sono le stoffe! Caterina utilizza stoffe vintage delle più grandi maison storiche come Versace, Valentino, Galitzine, Lancetti e Fausto Sarli.
Caterina Gatta, ormai affermata anche a livello internazionale, si è laureata a Roma, presso la mia facoltà : Scienze della moda e del costume a La Sapienza e, in seguito a specializzazione e numerosi corsi formativi seguiti all'estero, è diventata quello che è oggi: una stilista che farà moltissima strada.
Gli abiti erano ineccepibili, femminili, eleganti, da grande evento.
"Passato e il presente diventano tutt'uno, tessuti e forme non si combattono ma si accompagnano, creando una moderna e giovane sinfonia di moda." :non potrebbero esserci parole più appropriate per descrivere questi pezzi se non quelle della creatrice stessa.
Son veramente felice di averla scoperta! E' una di quelle persone che speri che un giorno faranno parte dell'olimpo:
quello fatto di riviste, sfilate e magia pura!
Ecco gli abiti che più mi hanno stregata!
Terza tappa: Il tessuto a mano di Livia Crispolti ovvero "Filo Diretto"
L'artista propone una tela di 10 metri tessuta a mano. Particolarità dell'opera, oltre alla complessità della realizzazione della tela stessa, sta nell'uso del colore, a cui è assegnato il compito di stupire e di emozionare attraverso le diverse combinazioni cromatiche.
Davvero meraviglioso e anche un pò commovente era il vecchio filatoio, strumento dal quale parte tutto: nell'opera di Livia Crispolti, così come nella moda che tutti noi indossiamo.
La mia quarta tappa vede protagoniste tre donne. Jessica Harris fashion designer, Elena Boni designer e la fotografa berlinese Bonnie Strange. Lo spazio è molto ristretto e molto accogliente! Gli abiti di Jessica, stilista che ho avuto la fortuna di conoscere qualche anno fa, e che mi ha vestita per un evento a Gennaio, questa volta, con la collezione Sie Obzone, ispirata ad un vecchio film, ci presenta dei pezzi eleganti, sontuosi e retrò.
La seta è l'unico materiale utilizzato.
La donna proposta da Jessica è eterea, leggera, attraente e sensuale. E' una donna di altri tempi ma che non rinuncia alla propria libertà ed emancipazione.
Da sinistra Jessica Harris, Elena Boni, modella dell'evento.
Una delle opere della design Elena Boni
Questo invece è un pezzo della collezione. E' emblematico,significativo e racchiude in sé il filo conduttore di tutta la collezione. Il taglio ricorda il kimono e la seta la Geisha. La donna proposta attraverso questi abiti però, finge soltanto d' essere fragile e svampita. E' una donna forte e decisa che però sa bene come ammaliare.
La quinta ed ultima tappa mi ha fatto conoscere gli abiti di Francesca Liberatore in "Punti di stile", e le preziose quanto singolari creazioni di Barbara Brancaleoni.
Gli abiti hanno colori decisi e le texture dei materiali creano dei forti contrasti.
Lane, seta, organza, raso, pelliccia, tweed i materiali impiegati.
La mostra dedicava molto spazio anche a schizzi e figurini, molti dei quali "genere Moulin Rouge".
Infatti l'artista è attualmente impegnata anche sul fronte parigino, proprio come responsabile del Fashion Project al Moulin Rouge.
Le creazioni di Barbara Brancaleoni le ho trovate davvero uniche, favolose ed originali.
La collezione "Uroboros" si ispira al serpente che squamandosi si rigenera di volta in volta. La designer pensando al serpente utilizza per le sue creazioni il "simbolo del perpetuo ed incessante trasformarsi delle cose".
I materiali sono ritagli di pelle, metalli, legni e pietre levigate dalle forze della natura.
Sono pezzi grezzi ed apparentemente rigidi. Indossati invece hanno il potere di quegli accessori che cambiano tutto, che creano una magia. In più si adattano al corpo e si possono modellare ogni volta che vengono indossati.
Ecco la cartina qualora voleste vivere questa esperienza magica!
Potete visitare questi 5 luoghi del A.I Artisanal Intelligence dalle 17 alle 21 fino al 11 Luglio.