Arrivo nella sede romana dello IED verso le 17:30. Attraverso il cortile e, non vedendo e non sentendo niente e nessuno, mi addentro nell’edificio. Lì la situazione cambia totalmente! Modelle e modelli ovunque già truccati a metà, ragazzi in trepidazione che corrono da una parte all’altra, truccatori ed acconciatori tutti all’opera. La giornata per i neolaureati dello IED è iniziata molto presto. Qualcuno di loro mi confida di avere un’ansia da prestazione insopportabile per l’evento “Cupiditas Luminis” :la sfilata di presentazione della sera stessa. Qualcuno invece non vede l’ora che la giornata finisca per gettarsi a capofitto nel futuro. Tutti i ragazzi, chi più chi meno, hanno gli occhi che brillano di emozione.
Io con la mia macchina fotografica mi aggiro per le varie stanze in cerca di momenti da carpire e faccio foto qua e là per immortalare il momento.

Ad un certo punto saliamo, io e qualche studente, nella sala dove l’istituto ha esposto i book dei ragazzi ed è lì che ho intenzione di intervistarli.
Passato quell’attimo in cui non sapevano proprio cosa dirmi, l’intervista inizia a prendere la forma da me desiderata.
Intervistati gli studenti, mi viene data la possibilità di intervistare anche la direttrice, Lara Aragno e la responsabile del Job Placement, Cristina Pignalberi.
La direttrice si presenta e mi lascia immediatamente a bocca aperta raccontandomi della sua lunga e brillante carriera. Mi nomina en passant i grandi nomi con cui ha avuto l’onore di lavorare ed io, rapita dalla sua storia, per un momento quasi mi ero dimenticata di esser lì per un’intervista. Smetto di immaginarmi che vita sarebbe una vita così brillante e torno alla realtà continuando ad intervistarla. Le chiedo informazioni più tecniche ora, voglio sapere effettivamente se questi ragazzi sono tutelati ed aiutati nella fase dell’introduzione nel mondo del lavoro.

Entrambe le intervistate mi raccontano che molti dei neolaureati hanno già dei colloqui fissati a pochi giorni di distanza della sfilata di chiusura e poi Cristina mi dà qualche dato:
I corsi proposti a Roma sono di Fashion Design, Design del Gioiello, Fashion Stylist e Fashion Editor, Fashion Marketing & Communication attivo da poco su Roma.
Degli studenti il 70% dei laureati in fashion design trova lavoro a corso finito, per quanto riguarda i designer di accessori la percentuale sale al 90% ed infine un 60-70% per quanto riguarda il design del gioiello.
Rimango a bocca aperta!
In un momento di crisi economica e sociale in cui molti ragazzi neolaureati, direi troppi, sono a spasso senza il proprio lavoro, queste percentuali sono una manna. Sono felice che questo istituto possa dare una possibilità concreta ai giovani talenti. Per di più IED offre anche alcune borse di studio!
Dopo averle ringraziate, a gruppi da 5 ci spostiamo nella location della sfilata in taxi, dove, quando arrivo, è quasi già tutto pronto.
La location è davvero il massimo! La sfilata avverrà nel Palazzo del Consiglio di Stato, più conosciuto come Palazzo Spada che, sentite questa, è la prima volta che apre le porte ad un evento esterno al consiglio.
Iniziano ad arrivare gli ospiti e ovviamente Silvia Venturini Fendi è in prima fila.
Buio, parte la musica. Le proiezioni sulle mura del meraviglioso portico rendono l’atmosfera ancora più speciale. Improvvisamente la scena viene invasa dalla proiezione di un muro sembrerebbe di acqua che cade verso il basso per poi immediatamente risalire come risucchiando la scena. E’ lì che inizia lo spettacolo.

L’incedere dei modelli e lento e cadenzato. La musica, le luci, l’allestimento, tutto lo styling della location contribuisce a farci immergere nell’atmosfera spettrale.


Gli abiti sono bianchi, neri, grigi, oro, blu elettrico. I materiali sono i più disparati: dalla pelle al cotone, dalla lana cotta allo chiffon di seta. Ricorrente l’uso di colletto bianco “man-like “.Molto presenti sono le sovrapposizioni di strati e di materia. I ragazzi hanno giocato molto sulle possibili unioni tra elementi.

La sfilata si conclude, accompagnata da cori angelici, con l’ultima modella che, vestita di strati complementari, si sveste lasciando dietro di se parti dell’abito, a terra, come fossero stracci.
Questi ragazzi hanno davvero la fortuna di poter vedere realizzato il proprio sogno. Molte ragazze mi scrivono email e messaggi su facebook per chiedermi consiglio su corsi e scuole di moda e dopo aver vissuto quest’esperienza, le indirizzerò di certo verso lo IED.
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