iPhone6s: il carattere indiano che manda in crash l’iPhone

Il carattere indiano che sconvolge gli iPhone

Un grosso problema generato da un semplice carattere della lingua telugu manda in tilt gli iPhone con iOS 11.2.5; una situazione che manda in crash il device in seguito all’uso di WhatsApp, iMessage, Gmail o Outlook. All’apertura dell’applicazione appena il carattere “maligno” viene digitato o visualizzato, si blocca tutto e nelel eventualità più gravi manda in “loop” l’intero sistema; ogni possibile tentativo di rimettere le cose a posto è inutile, l’unico rimedio pare essere il ripristino dell’iPhone, che non sempre garantisce che tutto torni come prima. Il disguido tecnico è stato reso noto a febbraio ma ancora oggi molte situazioni non sono state risolte pienamente.

Apple nel panico

Al momento dei primi casi di device in loop Apple non aveva rilasciato aggiornamenti, nè metodi efficaci di ripristino per gli Iphone colpiti dal malefico carattere telugu, e di fatto dal colosso della telefonia non si ebbe nessun comunicato stampa; venne reso noto soltanto che la ricezione del carattere indiano mandava in crash i telefoni. Gli utenti in questione hanno poi dovuto attendere alcune settimane per sapere come Apple intendesse rimediare a un simile pasticcio; scherzi dell’elettronica a parte, la Apple non è nuova a problemi eclatanti come questo che infine gli portano anche tanta pubblicità gratuita.

Situazione odierna

Finalmente dopo qualche settimana Apple ha rilasciato l’aggiornamento iOS 11.2.6 che era in grado di risolvere il bug del carattere indiano che bloccava iPhone. In seguito al rilascio dell’aggiornamento sono stati diffusi via internet vari rimedi semplici per sbloccare anche quei device che non erano stati aggiornati in tempo; piccole sottigliezze tecniche che potete trovare anche visitando questa pagina per iphone6s sbloccato apple, che hanno risollevato molti utenti dal problema del cellulare inservibile; quel carattere indiano non andava inviato nemmeno per scherzo: a oggi in ogni caso non è noto quanti device siano andati persi irrimediabilmente per quel piccolo carattere indiano.

Grappa nei cocktail: la nuova tendenza dei drink estivi

Grappa: dalla vinaccia un liquore storico

La grappa è un liquore distillato italiano, dalla grande e antica tradizione, oggi è stata inserita anche nella preparazione di drink classici, ma anche di quelli di ultima generazione innovativi e moderni; questo per rilanciare un prodotto unico dai gusti diversificati e di grande eleganza.

Tipologie e sapori

Italiana al 100%, la grappa, è legata alle tradizioni e alle leggende del nostro paese,  ed è un liquore che sta benissimo anche nel mondo dei cocktail. E’ stata per anni il liquore per eccellenza come digestivo dopo pasto o per “correggere” il caffè; ma le nuove generazioni di barman stanno creando nuovi drink a base di grappa dai gusti eccellenti.

Cenni storici e tecnici

La grappa è un distillato ottenuto dalla premitura di vinaccia, che è la parte solida residuo della lavorazione dell’uva da vino. Questo scarto produttivo è utilizzato per fare il famoso liquore. L’anima del distillato viene estratta tramite l’utilizzo dell’alambicco, strumento che fa emergere il gusto di questa antica lavorazione.Questa pratica è antichissima e legata alle tradizioni contadine italiane, la parola grappa, deriva dalla parola «graspo» che in dialetto veneto è il nome del grappolo d’uva. La grappa era conosciuta già nel medioevo,  e in Italia all’inizio del XVII secolo, venne fondata la Corporazione degli Acquavitieri che scrissero poi le leggi della distillazione. La vinaccia veniva anche utilizzata come forma di pagamento per le categorie più povere di contadini.

I nuovi mix per drink entusiasmanti

La grappa è il frutto di distillati di vario genere, non viene utilizzata solo la vinaccia d’uva, quindi i sapori da mescolare con altri liquori sono moltissimi, oltre all’utilizzo di frutta fresca e altri ingredienti eccellenti; I barman danno vita in questo modo a molti drink di varia ispirazione, nuove bevande che vanno a nutrire il già ricco ricettario dei cocktail internazionali.

Orologi da uomo: le tendenze della moda per il 2018

Orologi: uno stile intramontabile

L’orologio è un accessorio che in apparenza sembra caduto in disuso con la sempre maggiore diffusione degli smartphone, molte persone se ne servono anche per controllare l’ora; ma chi ha conservato invariato l’amore per lo stile e l’eleganza indossa ogni giorno un orologio; infatti nel mondo della moda l’orologio è uno dei grandi ritorni quest’anno, un must have che gli appassionati non hanno mai dismesso, e sarà uno dei trend dei prossimi mesi.

Regalare o regalarsi orologi

Oltre che essere un trend estivo l’orologio è da sempre un regalo perfetto per un uomo; se la persona al quale è destinato lo usa con frequenza come semplice accessorio per controllare l’ora è sufficiente scegliere un buon orologio, anche se non di grandi marche e costosissimo; oggi vi sono molti brand che propongono orologi di qualità ma a costi contenuti; se invece si vuole regalare un orologio ad un estimatore, un intenditore la cosa cambia, sarà necessario trovare un pezzo unico, speciale e senza dubbio costoso. Anche regalare un orologio a sé stessi è una buona idea per mettersi al passo con le tendenze del 2018, come con cronotop

Orologi Vintage

la moda è un comparto bizzarro e spesso tutto ciò che è demodé diventa oggetto di interesse; revival che fanno tendenza e glamour; gli oggetti datati  sono soggetti a un crescente interesse da parte di  persone che amano indossare abbigliamento ed accessori vintage. Anche questa estate il vintage riscuote gran successo; ne sono coinvolti anche gli orologi da uomo d’antiquariato. Nelle collezioni per la primavera/estate 2018 molte griffe hanno creato modelli di orologi ispirati agli anni ’60 e ’80; un ritorno all’orologio classico con le lancette, di forma rotonda o squadrata, cinturini in acciaio e altri dettagli che fanno dell’orologio da polso un leit motiv estivo prestigioso, per tutti i fashion addicted maschi un’occasione imperdibile di creare il proprio stile raffinato e glam.

Le scommesse sportive: fanno bene o male?

Le scommesse sportive sono un bene o un male?

Fanno bene al proprio benessere le scommesse sportive? Rispondere ad una domanda del genere non è facile poiché questi prodotti sono stati pensati per rendere più felici le persone perché nonostante la possibilità di vincere o perdere c’è il fattore scommessa che unito con l’amore dello sport creano un cocktail quasi irresistibile. La voglia di incontrarsi con gli amici per decidere le squadre da giocare in un primo momento ed il risultato in seguito crea un’ottima possibilità di far aumentare la convivialità e rafforzare l’amicizia perché non c’è nulla di meglio parlare di calcio in un’oziosa domenica mattina magari per poi piazzarsi davanti alla televisione con cibo e roba da bere per tifare la propria squadra del cuore arrabbiandosi quando un arbitro concede un fallo alla squadra avversaria o esultare per una rete. Il tutto poi viene reso ancora più interessante dal bonus benvenuto scommesse sportive, per avere maggiori informazioni visita questo sito.

Le calcio scommesse possono essere un elemento di aggregazione tra persone ma dà anche la possibilità di sperimentare perché dietro ad una scommessa vincente quasi sempre c’è lo studio delle probabilità e la messa in pratica di sistemi matematici anche abbastanza complessi quindi chi ha le conoscenze opportuno può senza dubbio riuscire a creare dei sistemi che potrebbero aiutarlo ad aumentare le vincite. Ma scommettere è insito nell’animo umano perché ogni volta che si va ad effettuare una scelta si crea in un certo modo una scommessa che può rivelarsi vincente o perdente dipende da come andranno ad evolversi le cose. Molto spesso quindi andiamo a scommettere in modo completamente automatico.

Le scommesse sportive possono essere un elemento molto interessante perché rappresenta un buon modo per divertirsi da soli oppure con i propri amici. Riuscire a vincere una schedina di calcio non porta a guadagnare dei soldini, cosa sempre gradita, ma anche a mettere alla prova ciò che si conosce dello sport più bello del mondo. Bisogna fare attenzione comunque a non esagerare mai con la scommessa perché questo comportamento potrebbe creare moltissimi problemi a tutti coloro che giocano più del dovuto andando a creare una vera e propria dipendenza.

Birra, una passione spaziale

Di birre, al mondo, ce ne sono tantissime e per tutti i gusti, complici anche tutti i micro birrifici che sono sorti negli ultimi anni, ma se pensiamo di aver già visto tutte le birre possibili ed immaginabili, ci sbagliamo di grosso perché la Budweiser ha lanciato una nuova sfida: produrre birra su Marte.

La folle scommessa

Secondo i responsabili dell’azienda, far germogliare i semi d’orzo su Marte, renderebbe la birra migliore. Gli esperimenti sono già iniziati e il 4 dicembre, tramite il razzo SpaceX sono stati inviati 20 semi di orzo che, per un mese, saranno studiati per valutare l’acclimazione degli ingredienti a gravità zero. Una volta germogliati, i semi saranno rispediti sulla terra per essere analizzati. Ovviamente non ci chiediamo quando verrebbe a costare una birra fatta con l’orzo proveniente da Marte ma, se siete amanti della birra come me, non aspetterete la realizzazione di queste folli idee e acquisterete il kit per la produzione della birra su agristorecosenza.it e vi gusterete la vostra birra in attesa di vedere l’evoluzione di questo evento.

In realtà gli studi vanno ben oltre la produzione della birra, cercano, infatti, di individuare la fattibilità di coltivazioni sul territorio marziano, per poter scoprire quali sono gli adattamenti da fare alle culture per farle sviluppare anche in ambienti ostili. Sempre secondo i portavoce del birrificio, la birra prodotta sul pianeta rosso avrà un sapore unico grazie alla bassa luce solare e la diversa pressione atmosferica. Una domanda viene spontanea: sarà una birra rossa?

Gli esperimenti sulla terra

In realtà, gli esperimenti sulle culture in ambienti estremi, sono già in corso da anni. Un professore di astronomia e astrofisica, Edward F. Guinan ha condotto, con un gruppo di suoi studenti, una serie di esperimenti proprio su questo argomento. Gli studenti, suddivisi in gruppi, dovevano effettuare coltivazioni e raccolti in questo ambiente che riproduce le condizioni su Marte, situazione che è stata ricreata in un antico vulcano situato nel deserto del Mojave (un’ecoregione della California). Ad ogni gruppo era sta affidata una serra munita di schermo per ridurre la luce solare e riprodurre l’ambiente marziano.

Tra i vari gruppi, uno ha scelto proprio di studiare al coltivazione del luppolo e, alla fine dell’esperimento, il professor Guinan ha stabilito che è una delle culture che meglio supporta le condizioni di vita sul pianeta rosso. Però, visto che al mondo ci sono tanti campi abbandonati, tante persone che non hanno un lavoro, non sarebbe più interessante incentivare le coltivazioni sulla terra? Invece di andare a studiare come germogliano i semi d’orzo su Marte, non potrebbero scoprire il modo di piantare qualcosa nel deserto? Condizioni più estreme di quelle, se ne trovano poche! Non sarebbe originale riuscire a trasformare un deserto in un’immensa distesa di coltivazioni, dove tutti potrebbero trarre beneficio, invece di spedire semi a 361 milioni di chilometri di distanza? Con i costi per queste ricerche che lasciano il tempo che trovano, si potrebbe risolvere il problema della fame nel mondo, trasformare il pianeta in un meraviglioso orto a impatto zero e bere birra autoprodotta per il benessere di tutti.

Come installare un nastro LED monocromatico

Oggi giorno i nastri a led sono utilizzati in diverse occasioni: per illuminare un mobile, una vetrina, un quadro, una stanza, a livello decorativo, eccetera. Si possono tranquillamente installare da soli, non è difficile, basta seguire alcune accortezze che qui si seguito indichiamo.

Acquistare il necessario

La prima cosa da fare è comprare tutto quello che serve. Come potete vedere su luceled.com  si trovano diversi modelli di strisce led, quindi dovete individuare quella che serve a voi e acquistare la lunghezza necessaria. Per la lunghezza dovrete prendere accuratamente le misure del punto in cui le volete fissare, tenendo un  margine per eventuali scarti. Per poter utilizzare questo tipo di luce dovete acquistare un alimentatore strisce led apposito. In caso dobbiate tagliare lo strip a led, tenete conto che il taglio va fatto con la forbice nel punto indicato sulla striscia, ogni tre led. Seguite attentamente i passaggi successivi e vedrete che il lavoro finale sarà veramente ottimo:

  • Pulite e sgrassate accuratamente la superficie su cui va incollato il nastro, in caso siano presenti tracce di polvere o grasso l’adesivo non farà una buona presa e vi troverete il nastro penzoloni in breve tempo;
  • Rimuovete la protezione dal nastro adesivo dello strip a led e incollatelo con una leggera pressione in modo che aderisca perfettamente al fondo, senza lasciare bolle d’aria;
  • Se si desidera utilizzare il dispositivo per il controllo dell’intensità della luce, è giunto il momento di fare il collegamento. Ricordate che esistono diversi tipi dimmer led o controller (la differenza è nella presenza del telecomando);
  • A questo punto serve munire il nastro di alimentatore per strip led e per fare questo dovete collegare i fili del nastro all’alimentatore in modo che SIGN + indicato anche con + V sia unita al filo rosso; SIGN –  oppure – V sia collegato al filo nero. Fate molto attenzione a questa fase, non è difficile ma è importante.
  • Ora basta collegare l’alimentatore alla 220 e l’installazione è completata. Non resta che controllare che tutto funzioni per bene.

Unire più strisce LED a 12 v

Se il progetto che avete in mente prevede uno spazio superiore agli 8 metri di lunghezza è necessario utilizzare degli amplificatori 12v per garantire un’intensità luminosa costante e uniforme in tutto il sistema. Per unire due sezioni di nastro led si deve:

  • Tagliare il nastro a led con le forbici nel punto indicato. Ricordante, sempre ogni 3 led.
  • A questo punto si devono unire le sezioni. Se si tratta di un nastro LED RGB si avranno quattro fili, mentre in un nastro LED monocromatico si hanno due fili. I connettori possono essere di due tipi: connettori rigidi o cavo connettore.
  • Il connettore rigido è più affidabile, sicuro e resistente. Si utilizza per unire due strisce e creare una linea retta, ma è adatto anche per formare angoli retti, T e X.
  • Cavo connettore è composto da un’unione di cavi flessibile e offre delle guarnizioni meno resistenti ma, a differenza del connettore rigido, può essere utilizzato per ottenere qualsiasi forma con gli strip Led, comprese quelle tonde.
  • A questo punto si può rimuovere l’adesivo della barra a led e attaccare le luci nell’area desiderata.
  • Applicare alimentatore e controllare se tutto funziona a dovere, in caso ricontrollare i vari connettori.

Come condividere la connessione internet di uno smartphone

Se ti trovi in un luogo dove non c’è connessione Internet, esiste una soluzione molto semplice per connettere un PC alla rete. Non importa se utilizzi Android o IOS, si possono usare entrambe per creare una condivisione 3G/4G e avere a disposizione una connessione WiFi per dati mobili. La cosa interessante è che si può fare con tutti gli smarphone: Android, IOS e Windows phone, quindi anche se acquistate un cellulare rigenerato da www.secondlifephone.it  non avrai nessun problema a effettuare questi passaggi.

Condivisione con Android

Se, per esempio, sei in viaggio con il tuo laptop e non hai a disposizione la connessione a internet, come puoi fare? Tua sorella ti chiede aiuto perché ha bisogno di una connessione per il suo PC ma non sa come fare? Tranquillo, puoi trasformare il tuo smartphone in modem e accontentare tutti. Basta autorizzare una condivisione della connessione, in modo che il PC possa sfruttare la connessione dello smartphone. Per farlo da Android devi seguire questi passaggi:

  • Per prima cosa devi abilitare 3G/4G. Devi effettuare questi passaggi: Impostazioni – Altro – Reti Mobili. Da qui devi attivare “Dati mobili”. Volendo far prima puoi attivare il tutto direttamente dalla home, dal menù a discesa che si apre dalla parte superiore dello schermo.
  • Condividi la connessione. Parti sempre da Impostazioni e prosegui con Altro – Condivisione connessione. A questo punto puoi fare due cose: puoi collegare il PC e lo smartphone tramite cavo USB oppure attraverso connessione WiFi.
  • Per farlo tramite USB devi collegare il cellulare al PC con il cavo e attivare l’opzione. L’operazione potrebbe richiedere un po’ di tempo, specialmente se è la prima volta che lo fai.
  • Tramite WiFi. In questo caso devi attivare l’opzione “Hotspot WiFi mobile”. Sul PC da connettere cerca il nome della rete a cui connetterti. Se non sei a conoscenza di questo dato basta consultare la configurazione del device mobile in “Configurazione Hotspot WiFi”. Qui troverai elencato il nome della rete WiFi e la password che ti servirà per accedere.

Condivisione con IOS

In questo caso possiamo sfruttare sia il WiFi, sia Bluetooth e USB e i passaggi saranno i seguenti:

  • Attiva 3G/4G.
  • Per condividere la connessione segui: Impostazioni – Condivisione della connessione e scegli l’opzione preferita: Bluetooth, USB, WiFi.
  • Se scegli l’opzione USB dovrai collegare l’iPhone al PC con cavo USB. Il PC leggerà automaticamente l’iPhone come modem e lo utilizzerà direttamente per la connessione.
  • Per la condivisione tramite WiFi parti sempre dal PC. Scegli il tuo Iphone che apparirà nell’elenco delle reti disponibili. Inserisci la password WiFi nel momento in cui viene richiesta. Per trovarla devi andare in “Condivisione connessione”.
  • Se opti per il Bluetooth dei toccare “Accoppia” sul tuo iPhone o inserire il codice che si visualizza sul PC, quindi ti connetti dal computer allo smarphone.

Condivisione attraverso Windows phone

Il procedimento da seguire per la condivisione attraverso Windows phone è il seguente:

  • Attiva 3G/4G.
  • Per condividere vai in: Impostazioni – rete e wireless – mobile Wireless Access Point. Da qui è possibile configurare un punto da’accesso impostando nome e password della rete.
  • Se utilizzi il WiFi vai in “Mobile Wireless Access Point” e seleziona WiFi, scegliendo una delle reti rilevate dal dispositivo.

Come combattere i capelli grassi

Il capello grasso è un problema che colpisce molte persone e, spesso, non ci si rende conto che il problema non è esclusivamente legato all’aspetto: il capello grasso può nascondere dei disagi.

Quando si manifestano i capelli grassi

Premesso che con una tendenza al capello grasso o secco, ci si nasce, è bene sapere che alcuni comportamenti peggiorano la situazione, creando grossi disagi, in particolare se si parla di cuoio capelluto grasso. Un aumento della produzione di sebo, infatti, tende ad ostruire i follicoli che pian piano riducono la loro produzione fino a cessarla del tutto. È in questo momento che ha inizio l’alopecia, ossia il diradamento dei capelli che può essere più o meno importante.

Lavare i capelli più volte al giorno, non risolve il problema, poiché, in questo caso, si va ad indebolire solo la struttura del capello senza risolvere il problema di base. Meglio utilizzare uno shampoo non aggressivo con ph neutro, quindi non acido e non alcalino, che diversamente irriterebbe il cuoio capelluto. Fare solo un passaggio con lo shampoo, meglio se leggermente diluito in acqua. Massaggiate il cuoio capelluto con delicatezza, senza troppa energia perché questo stimola le ghiandole sebacee a riprendere subito la produzione. Per una massaggio settimanale, che aiuta ad eliminare il grasso in eccesso sul cuoio capelluto, si possono utilizzare degli scrub specifici come quelli che potete trovare su www.prodottixcapelli.com. Vanno utilizzati solo una volta a settimana per non impoverire troppo il manto idrolipidico. A proposito di shampoo, evitate quelli per bambini che non vuol dire che sono extra delicati, semplicemente non fanno venire i nodi, non bruciano gli occhi e contengono un ingrediente adatto ai capelli dei piccoli, ma inadatto per gli adulti.

I capelli vanno lavati e risciacquati con acqua tiepida, non troppo calda perché il calore stimola la produzione di sebo. Inoltre, risciacquare con acqua tiepida e poi fredda aiuta ad evitare uno shampoo. Per lo stesso motivo non si deve usare il phon troppo caldo.  Anche i prodotti definiti “antiseborroici” a base alcolica non sono adatti poiché impoveriscono il ph del cuoio capelluto, in modo negativo.

Radici grasse, punte secche

Un altro problema che assilla molte persone, in particolare le donne. In caso abbiate questo problema, cercate di diradare un po’ i lavaggi, magari un giorno sì e uno no. Inoltre se si utilizzano crema idratante o balsamo, assicurarsi di distribuirlo solo sulle punte. Se avete l’abitudine di giocare con i capelli quando siete stressati, evitatelo perché questo comportamento aiuta i capelli a sporcarsi più velocemente.

Un aiuto per i capelli grassi arriva da certe piante ricche di tannini, argilla e hennè naturale (non colorante). Per chi ha solo le radici grasse, questi prodotti vanno applicati solo sul cuoio capelluto e al primo centimetro di capelli. Anche l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale sulla produzione del sebo. Eliminare cibi grassi, fritti, dolci, e condimenti e aumentare consumi di frutta e verdura aiuta a purificare il fegato che a sua volta riduce la produzione di sebo.

Esistono anche degli integratori che aiutano il capello a ritrovare il suo equilibrio naturale, ma questi non fanno effetto se non c’è la volontà di migliorare tutto il proprio stato di salute.

I massaggi più popolari

Esistono varie tipologie di massaggio con vari scopi: quello sportivo, quello fisioterapico, quello drenante, quello rilassante. Oggi vi parliamo di quelli più popolari.

Massaggio aromaterapico

Si tratta di un massaggio terapico a cui viene abbinata l’aromaterapia per coinvolgere, oltre al corpo, anche la mente poiché gli oli essenziali utilizzati mirano a risolvere determinati problemi. Il terapista potrebbe utilizzare semplici oli rilassanti per combattere stress e tensioni, oppure energizzanti per tonificare corpo e mente.

Massaggio profondo del tessuto

È un massaggio utilizzato per combattere le contratture croniche o i dolori dovuti ad una muscolatura che ha subito danni posturali o da sforzi ripetuti. Il massaggio profondo del tessuto, chiamato anche massaggio connettivale, è utilizzato dai fisioterapisti per lavorare il tessuto più interno con manovre lente ma profonde. Con questo trattamento il dolore cronico tende ad attenuarsi man mano che il muscolo si “scioglie”.

Shiatsu

Chi non ha mai sentito parlare dello Shiatsu? È una tecnica che nasce in Giappone e si basa sulla pressione delle dita sui meridiani dell’agopuntura. Il trattamento mira a migliorare il flusso energetico e, di conseguenza, a ritrovare l’equilibrio psico-fisico.

Massaggio Thai

Anche in questo caso restiamo sulle filosofie orientali. Il massaggio tailandese, infatti, punta sempre a riallineare le energie del corpo, eliminando gli squilibri. Pressione in determinati punti, compressioni e alcune manovre aiutano a ridurre lo stress e migliorano la mobilità del corpo.

Riflessologia plantare

Sempre secondo le discipline orientali, i piedi sarebbero lo specchio di tutto il corpo. In questo modo, praticando una pressione in determinati punti, si va a curare un organo o un sistema del corpo. Ovviamente la riflessologia plantare è piacevole per chi sta in piedi molte ore, ma non serve solo a rilassare il piede: porta beneficio a tutto il corpo.

Massaggio svedese

In Europa è ancora poco diffuso, ma è molto apprezzato negli Stati Uniti. Si tratta del massaggio basico in cui il massaggiatore effettua dei movimenti superficiali utilizzando olio per massaggi. I risultati di rilassamento sono ottimi ed è molto piacevole.

Insomma, considerando che questo è solo una parte infinitesimale del mondo dei massaggi, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Quando il pigiama si trasforma in un tailleur

Spesso si dice che la donna, in pigiama, è poco sensuale, ma ne siete sicuri? Il mondo della moda dice che le cose non stanno proprio così, tanto che il pigiama è diventato un “must have”.

Uscire in pigiama

Uscire in pigiama è una moda che, già da qualche anno, portano avanti le star: pigiama e vestaglie sono diventati di uso quotidiano, quindi se lo fanno loro, perché non possiamo uscire anche noi, con estrema nonchalance, con il nostro pigiamone ultra caldo con tanto di coniglio o orsetto?

Ebbene, possiamo girare anche noi col pigiama, ma non proprio quello di flanella. Il tessuto più indicato è la seta, tessuto elegante per eccellenza e, se proprio non si ama la tinta unita, si può optare per piccolissime stampe eleganti, che sappiano definire bene l’aspetto chic , eliminando qualsiasi traccia trash. Ricami floreali e righe verticali sono i più indicati per l’ora del tè o per una serata informale. Da non sdegnare neppure un caldo velluto morbido che gioca con il cangiante grazie ai movimenti. Il colore? Blu, rosso o rosa e rigorosamente tinta unita

Il pigiama tailleur

Quest’anno la moda impone pantaloni palazzo e casacche dritte, modelli ottimi anche per le taglie leggermente oversize. Chi desidera sottolineare meglio il punto vita può utilizzare le casacche con cintura.

Indossare un pigiama, però, non vuol dire uscire spettinate ed in pantofole. Si tratta di un abbigliamento che richiede molta cura nei dettagli quindi: capelli con un’acconciatura molto semplice ma elegante, tipo uno chignon o una coda bassa. Trucco naturale ma curato, quindi via al nude abbinato ad un rossetto scuro e a make-up intenso per gli occhi. Una collana eviterà di mostrare il collo nudo e donerà un tocco di eleganza e raffinatezza.

I guru della moda non vietano l’uso del mocassino (di giorno) con il pigiama-tailleur, ma un décolleté a tacco alto è sicuramente l’accessorio adatto. L’elemento più importante, però, è portarlo con scioltezza ed eleganza.